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Mieloencefalite Protozoaria Equina (EPM): sintomi, diagnosi, trattamento e prevenzione

La Mieloencefalite Protozoaria Equina (EPM – Equine Protozoal Myeloencephalitis) è una grave malattia neurologica causata da protozoi che colpiscono il sistema nervoso centrale del cavallo. I principali agenti responsabili sono Sarcocystis neurona e, più raramente, Neospora hughesi.

L'EPM rappresenta una delle più importanti malattie neurologiche dei cavalli nel continente americano, mentre è considerata estremamente rara o assente in Italia e nella maggior parte dell'Europa.

La malattia provoca lesioni al cervello e al midollo spinale, determinando sintomi neurologici di gravità molto variabile.

Dove è presente?

L'EPM è diffusa principalmente in:

  • Stati Uniti;

  • Canada meridionale;

  • Messico;

  • America Centrale;

  • alcune aree del Sud America.

La malattia è strettamente legata alla presenza dell'opossum (Didelphis spp.), il principale ospite definitivo di Sarcocystis neurona, animale assente allo stato selvatico in Europa.

Per questo motivo l'EPM viene considerata una patologia esotica per i cavalli europei.

Come si trasmette?

Il ciclo biologico coinvolge diversi animali.

L'opossum elimina nelle feci le forme infettanti del parassita (sporocisti), che possono contaminare:

  • fieno;

  • mangimi;

  • acqua;

  • pascoli.

Il cavallo si infetta ingerendo accidentalmente queste sporocisti.

Una volta nell'organismo, il protozoo può migrare nel sistema nervoso centrale provocando infiammazione e danni neurologici.

Il cavallo è considerato un ospite aberrante, poiché il parassita non completa il proprio ciclo vitale al suo interno.

L'EPM non si trasmette direttamente da cavallo a cavallo.

Sintomi

I sintomi dipendono dalla sede delle lesioni nel sistema nervoso e possono essere molto diversi da un soggetto all'altro.

I segni clinici più frequenti comprendono:

  • atassia (incoordinazione dei movimenti);

  • debolezza muscolare;

  • zoppia incoerente o intermittente;

  • perdita di massa muscolare, spesso asimmetrica;

  • difficoltà a mantenere l'equilibrio;

  • inciampi frequenti;

  • tremori muscolari;

  • paralisi del nervo facciale;

  • alterazioni della deglutizione;

  • difficoltà nella prensione del cibo;

  • alterazioni della vista;

  • riduzione delle prestazioni atletiche.

Uno degli aspetti caratteristici dell'EPM è che i deficit neurologici sono spesso asimmetrici, interessando un lato del corpo più dell'altro.

Diagnosi

La diagnosi è complessa perché molti sintomi sono simili a quelli di altre malattie neurologiche.

Il veterinario esegue:

  • visita neurologica completa;

  • valutazione dell'andatura;

  • esame del sangue;

  • analisi del liquido cerebrospinale (CSF);

  • ricerca degli anticorpi contro Sarcocystis neurona o Neospora hughesi.

Poiché molti cavalli possono risultare positivi agli anticorpi senza sviluppare la malattia, la diagnosi deve sempre essere interpretata insieme ai segni clinici e agli altri esami.

Tra le principali diagnosi differenziali rientrano:

  • mieloencefalopatia da herpesvirus equino (EHV-1);

  • mieloencefalite cervicale stenotica (Wobbler Syndrome);

  • West Nile Fever;

  • encefaliti virali;

  • traumi vertebrali;

  • compressioni del midollo spinale.

Trattamento

Il trattamento deve essere iniziato il prima possibile.

I farmaci maggiormente utilizzati comprendono:

  • ponazuril;

  • diclazuril;

  • sulfadiazina associata a pirimetamina.

Il veterinario può inoltre prescrivere:

  • farmaci antinfiammatori;

  • terapia di supporto;

  • integrazione nutrizionale;

  • fisioterapia e riabilitazione nei casi cronici.

La durata del trattamento è generalmente di almeno 28 giorni, ma può essere prolungata in funzione della risposta clinica.

Prognosi

La prognosi dipende soprattutto dalla rapidità della diagnosi e dall'estensione delle lesioni neurologiche.

Circa il 60-70% dei cavalli trattati mostra un miglioramento clinico, anche se molti possono mantenere deficit neurologici permanenti.

I cavalli con lesioni molto gravi possono non recuperare una normale funzione atletica.

Prevenzione

Poiché non esiste un vaccino efficace contro l'EPM, la prevenzione si basa sulla gestione ambientale.

Nelle aree dove la malattia è presente è consigliabile:

  • impedire agli opossum di accedere alle scuderie;

  • conservare mangimi e fieno in contenitori chiusi;

  • evitare la contaminazione dell'acqua da parte della fauna selvatica;

  • rimuovere rapidamente eventuali carcasse di animali;

  • mantenere elevati standard di igiene nelle aree di alimentazione.

Quando chiamare il veterinario

È opportuno richiedere una visita veterinaria se il cavallo presenta:

  • incoordinazione dei movimenti;

  • debolezza improvvisa;

  • perdita di massa muscolare;

  • zoppie di origine non ortopedica;

  • paralisi del nervo facciale;

  • alterazioni neurologiche progressive.

Una diagnosi precoce aumenta significativamente le possibilità di recupero.

Fonti scientifiche

  • Merck Veterinary Manual – Equine Protozoal Myeloencephalitis (EPM).

  • American Association of Equine Practitioners – Informazioni sulla Mieloencefalite Protozoaria Equina.

  • University of Kentucky Gluck Equine Research Center – Equine Protozoal Myeloencephalitis.

  • Reed S.M., Bayly W.M., Sellon D.C. Equine Internal Medicine, Elsevier.

  • Dubey J.P., Lindsay D.S. Equine Protozoal Myeloencephalitis – pubblicazioni scientifiche su Sarcocystis neurona.

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