I pidocchi del cavallo sono piccoli insetti parassiti che vivono tra il pelo e si nutrono di sangue oppure di detriti cutanei. L'infestazione, chiamata pediculosi, provoca intenso prurito, irritazione della pelle e perdita di pelo.
La pediculosi è più frequente durante i mesi autunnali e invernali, quando il mantello è più lungo e folto, creando un ambiente ideale per la riproduzione dei parassiti.
Fortunatamente si tratta di una patologia facilmente trattabile, purché venga riconosciuta tempestivamente e si intervenga anche sull'ambiente in cui vive il cavallo.
Quali pidocchi colpiscono i cavalli?
I cavalli possono essere infestati principalmente da due tipi di pidocchi.
Pidocchi masticatori
Si nutrono di:
squame della pelle;
residui cutanei;
peli.
Provocano soprattutto intenso prurito e irritazione.
Pidocchi succhiatori
Si nutrono di sangue e possono causare:
anemia nelle infestazioni gravi;
debolezza;
dimagrimento.
Entrambi i tipi sono specifici degli equidi e non infestano normalmente l'uomo.
Ciclo vitale
Le femmine depongono le uova (lendini) incollandole alla base dei peli.
Le uova sono:
biancastre;
ovali;
aderenti al pelo;
difficili da rimuovere.
In condizioni favorevoli schiudono generalmente dopo 2-4 settimane, dando origine a nuove ninfe che raggiungono rapidamente lo stadio adulto.
Per questo motivo il trattamento deve essere ripetuto secondo le indicazioni del veterinario.
Dove si localizzano?
Le zone maggiormente colpite sono:
criniera;
ciuffo;
base della coda;
collo;
fianchi;
arti, soprattutto vicino ai pastorali;
spalle.
Nei cavalli con mantello molto folto i pidocchi possono diffondersi praticamente su tutto il corpo.
Sintomi
Il sintomo principale è il prurito intenso.
Il cavallo cerca continuamente di alleviare il fastidio:
grattandosi;
mordendosi;
sfregandosi contro recinzioni, alberi o pareti.
Con il progredire dell'infestazione possono comparire:
mantello opaco;
pelo arruffato;
perdita di pelo (alopecia);
escoriazioni;
croste;
ispessimento della pelle;
ferite da autotraumatismo.
Nei casi più gravi possono svilupparsi:
dimagrimento;
anemia;
irritabilità;
riduzione delle prestazioni;
infezioni cutanee secondarie.
Come avviene il contagio?
Il contagio avviene soprattutto per:
contatto diretto tra cavalli;
condivisione di coperte;
spazzole;
finimenti;
capezze;
attrezzature per la toelettatura.
I pidocchi sopravvivono poco lontano dall'ospite, per cui la trasmissione diretta rappresenta la via principale.
Fattori di rischio
Sono maggiormente predisposti:
cavalli debilitati;
animali anziani;
soggetti malnutriti;
cavalli con malattie croniche;
equidi mantenuti in ambienti sovraffollati;
cavalli con mantello molto lungo durante l'inverno.
Una scarsa igiene dell'ambiente può favorire la diffusione dell'infestazione.
Diagnosi
La diagnosi è generalmente semplice.
È sufficiente separare il pelo nelle zone interessate per osservare:
pidocchi adulti;
lendini aderenti ai peli.
Nei casi dubbi il veterinario può confermare la diagnosi esaminando campioni di pelo o di cute.
Trattamento
Il trattamento deve interessare sia il cavallo sia l'ambiente.
Il veterinario può prescrivere:
insetticidi specifici;
prodotti pour-on;
spray o polveri antiparassitarie;
altri antiparassitari autorizzati per gli equidi.
Poiché molte uova sopravvivono al primo trattamento, è generalmente necessario ripetere la terapia dopo circa 10-14 giorni, secondo le indicazioni del veterinario, per eliminare i parassiti nati dalle lendini.
Nei cavalli con mantello molto folto può essere utile la tosatura, che facilita l'applicazione dei prodotti e migliora l'efficacia del trattamento.
Trattamento dell'ambiente
Per evitare reinfestazioni è fondamentale:
lavare coperte e sottosella;
disinfettare spazzole e strumenti di toelettatura;
pulire box e attrezzature;
trattare contemporaneamente gli altri cavalli infestati.
Se viene trattato un solo cavallo, il rischio di reinfestazione è elevato.
Prognosi
Con un trattamento corretto la prognosi è eccellente.
Il prurito diminuisce progressivamente e il mantello ricresce normalmente nelle settimane successive.
Nei casi complicati da infezioni cutanee o anemia possono essere necessari trattamenti aggiuntivi.
Prevenzione
Per ridurre il rischio di pediculosi è consigliabile:
controllare regolarmente il mantello durante l'inverno;
mantenere una buona igiene del cavallo;
pulire frequentemente box e paddock;
evitare la condivisione di strumenti di toelettatura tra animali infestati e sani;
ispezionare accuratamente nuovi cavalli prima dell'introduzione nel gruppo;
mantenere una buona alimentazione e uno stato di salute ottimale.
Quando chiamare il veterinario
È consigliabile richiedere una visita se:
il prurito è molto intenso;
il cavallo perde grandi quantità di pelo;
sono presenti ferite o infezioni cutanee;
l'infestazione non migliora dopo il trattamento;
il cavallo appare debilitato o anemico.
Domande frequenti
I pidocchi del cavallo si trasmettono all'uomo?
No. I pidocchi degli equidi sono specie-specifici e normalmente non infestano le persone.
In quale periodo dell'anno sono più frequenti?
Principalmente durante l'autunno e l'inverno, quando il mantello è più lungo e fitto.
Basta trattare il cavallo?
No. È fondamentale trattare anche l'ambiente e disinfettare le attrezzature per evitare nuove infestazioni.
I pidocchi possono causare anemia?
Sì. Le infestazioni molto gravi da pidocchi succhiatori possono provocare anemia, soprattutto nei cavalli debilitati o giovani.
Conclusioni
La pediculosi è una parassitosi piuttosto comune nei cavalli durante i mesi freddi. Sebbene raramente rappresenti una minaccia per la vita dell'animale, provoca intenso prurito, perdita di pelo e notevole disagio.
Una diagnosi precoce, il trattamento tempestivo di tutti i cavalli infestati e un'accurata igiene dell'ambiente consentono generalmente di eliminare completamente il problema e prevenire le recidive.
