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Rabbia nel cavallo: sintomi, contagio, diagnosi, prevenzione e rischi per l'uomo

La rabbia è una grave malattia virale causata da virus appartenenti al genere Lyssavirus, che colpisce il sistema nervoso centrale di tutti i mammiferi, compresi i cavalli e l'essere umano.

Si tratta di una zoonosi: può cioè essere trasmessa dagli animali alle persone. Una volta comparsi i sintomi clinici, la malattia è quasi sempre fatale.

Fortunatamente la rabbia è oggi molto rara nei cavalli in Europa occidentale grazie ai programmi di controllo della malattia negli animali selvatici e domestici.

Come si trasmette?

La trasmissione avviene principalmente attraverso il morso di un animale infetto, mediante la saliva che entra in contatto con tessuti o ferite.

I principali serbatoi del virus variano in base all'area geografica.

Possono comprendere:

  • pipistrelli;

  • volpi;

  • procioni (nelle Americhe);

  • puzzole (nelle Americhe);

  • cani e gatti non vaccinati nei Paesi dove la rabbia è ancora endemica.

La trasmissione da cavallo a cavallo è estremamente rara.

La rabbia è presente in Italia?

L'Italia è attualmente considerata indenne dalla rabbia terrestre, grazie ai programmi di sorveglianza e vaccinazione della fauna selvatica.

Tuttavia, vengono ancora monitorati alcuni Lyssavirus associati ai pipistrelli, che rappresentano un rischio molto limitato ma giustificano il mantenimento della sorveglianza sanitaria.

Per questo motivo qualsiasi sospetto caso di rabbia deve essere immediatamente segnalato alle autorità veterinarie.

Sintomi

Il periodo di incubazione può variare da alcune settimane a diversi mesi, in funzione della sede del morso e della quantità di virus inoculata.

I sintomi sono inizialmente poco specifici e possono comprendere:

  • febbre;

  • abbattimento;

  • cambiamenti del comportamento;

  • ansia;

  • nervosismo;

  • irritabilità.

Con la progressione della malattia possono comparire:

  • aggressività insolita oppure marcata depressione;

  • atassia (incoordinazione dei movimenti);

  • debolezza progressiva;

  • paralisi dei muscoli della testa e della gola;

  • difficoltà a deglutire;

  • eccessiva salivazione;

  • alterazione della voce o del nitrito;

  • fotofobia;

  • ipersensibilità agli stimoli;

  • paralisi progressiva;

  • decubito permanente;

  • morte.

La malattia può presentarsi in forma furiosa, caratterizzata da eccitazione e aggressività, oppure in forma paralitica, nella quale prevalgono debolezza e paralisi.

Diagnosi

La rabbia deve essere sospettata in presenza di sintomi neurologici compatibili, soprattutto se il cavallo è stato morso da un animale selvatico.

La diagnosi definitiva viene generalmente confermata dopo la morte dell'animale, mediante esami di laboratorio sul tessuto cerebrale.

Nei soggetti vivi non esiste un test sufficientemente affidabile per escludere la malattia.

Poiché si tratta di una zoonosi soggetta a controllo ufficiale, ogni sospetto deve essere immediatamente comunicato ai Servizi Veterinari dell'ASL.

Trattamento

Non esiste una terapia efficace per i cavalli con rabbia clinicamente manifesta.

Una volta comparsi i sintomi neurologici, la prognosi è praticamente sempre infausta.

La gestione dei casi sospetti è regolata dalle autorità sanitarie, che stabiliscono le misure di isolamento e gli accertamenti necessari.

Prevenzione

La prevenzione rappresenta l'unica strategia realmente efficace.

Le principali misure comprendono:

  • vaccinazione dei cavalli nelle aree dove la rabbia è presente o per animali destinati a viaggiare in Paesi a rischio;

  • limitazione del contatto con animali selvatici;

  • controllo dei cani e dei gatti presenti nelle scuderie;

  • segnalazione immediata di animali con comportamento anomalo;

  • utilizzo di dispositivi di protezione quando si manipolano animali con sintomi neurologici.

Rischi per l'essere umano

La rabbia è una delle più gravi zoonosi conosciute.

Le persone possono infettarsi attraverso:

  • morsi;

  • graffi contaminati da saliva;

  • contatto della saliva con mucose o ferite aperte.

Se un cavallo con sospetta rabbia ha morso, graffiato o contaminato con saliva una persona, è necessario rivolgersi immediatamente ai servizi sanitari per valutare la profilassi post-esposizione.

Quando chiamare il veterinario

È opportuno richiedere una visita veterinaria urgente se un cavallo manifesta:

  • improvvisi cambiamenti del comportamento;

  • aggressività anomala;

  • difficoltà a deglutire;

  • eccessiva salivazione;

  • paralisi;

  • sintomi neurologici progressivi;

oppure se è stato morso da un animale selvatico potenzialmente portatore del virus.

Prognosi

La rabbia clinicamente manifesta è quasi sempre mortale.

La diagnosi precoce è fondamentale non tanto per il trattamento del cavallo, quanto per proteggere le persone e gli altri animali potenzialmente esposti al virus.

Fonti scientifiche

  • World Organisation for Animal Health – Rabies.

  • World Health Organization – Rabies Fact Sheet.

  • Merck Veterinary Manual – Rabies in Horses.

  • Centers for Disease Control and Prevention – Rabies.

  • Ministero della Salute – Sorveglianza e prevenzione della rabbia in Italia.

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