La rogna è una malattia della pelle causata da acari microscopici che vivono sul mantello o all'interno della cute del cavallo.
Si tratta di una patologia relativamente poco frequente, ma altamente contagiosa in alcune forme, che provoca intenso prurito, infiammazione e lesioni cutanee.
L'infestazione può colpire cavalli di qualsiasi età e razza, anche se alcune forme sono più comuni in soggetti con abbondanti frange di pelo agli arti.
Tipi di rogna nel cavallo
Esistono diverse forme di rogna.
Rogna corioptica
È la forma più frequente nei cavalli.
È causata dagli acari Chorioptes spp., che vivono sulla superficie della pelle senza scavare gallerie.
Colpisce soprattutto la parte bassa degli arti ed è particolarmente comune nelle razze con abbondanti ciuffi di pelo, come Frisone, Shire e Clydesdale.
Rogna sarcoptica
È provocata da Sarcoptes scabiei ed è oggi rara nel cavallo.
Gli acari scavano gallerie nello strato superficiale della pelle causando un prurito molto intenso.
Può essere trasmessa anche ad altri animali e, occasionalmente, all'uomo, provocando una dermatite transitoria.
Rogna psoroptica
È causata dagli acari Psoroptes spp. ed è piuttosto rara.
Interessa soprattutto la criniera, la base della coda e le regioni ricoperte da abbondante pelo.
Demodicosi
È dovuta agli acari Demodex spp. ed è estremamente rara nel cavallo.
Può provocare piccoli noduli o follicoliti localizzate.
Sintomi
I segni clinici dipendono dal tipo di acaro e dall'intensità dell'infestazione.
Tra i sintomi più comuni troviamo:
intenso prurito;
sfregamento contro pareti o recinzioni;
continuo pestare gli arti;
perdita di pelo;
croste;
forfora;
arrossamento della pelle;
escoriazioni;
ispessimento cutaneo;
gonfiore degli arti inferiori;
infezioni batteriche secondarie.
Nei casi più gravi possono comparire perdita di peso e peggioramento delle condizioni generali.
Come avviene il contagio?
La trasmissione avviene soprattutto attraverso:
contatto diretto tra cavalli;
coperte;
sottosella;
finimenti;
spazzole;
box e attrezzature contaminate.
L'infestazione non è necessariamente legata a una scarsa igiene, anche se ambienti affollati e gestione inadeguata possono facilitarne la diffusione.
Diagnosi
La diagnosi viene effettuata dal veterinario mediante:
visita dermatologica;
raschiati cutanei;
esame microscopico degli acari;
esame del pelo.
In alcuni casi possono essere necessari ulteriori accertamenti per escludere altre malattie della pelle, come dermatofitosi, dermatiti allergiche o infezioni batteriche.
Trattamento
La terapia dipende dal tipo di acaro identificato.
Può comprendere:
farmaci antiparassitari sistemici, come ivermectina o moxidectina quando indicati;
prodotti acaricidi topici;
shampoo medicati in alcuni casi;
trattamento delle infezioni batteriche secondarie;
controllo del prurito e dell'infiammazione.
Nei cavalli con abbondanti frange agli arti può essere utile accorciare il pelo per facilitare l'applicazione dei prodotti, ma non è sempre necessario tosare completamente il mantello.
Poiché il ciclo vitale degli acari dura diverse settimane, il trattamento deve spesso essere ripetuto secondo le indicazioni del veterinario.
Gestione della scuderia
Per evitare reinfestazioni è importante:
trattare contemporaneamente tutti i cavalli che sono stati a stretto contatto con il soggetto infestato, quando indicato dal veterinario;
lavare o sostituire coperte e attrezzature;
disinfettare box e strumenti di toelettatura;
evitare lo scambio di spazzole e finimenti fino alla completa guarigione.
Prevenzione
Una buona prevenzione comprende:
controlli periodici della pelle e del mantello;
accurata pulizia delle attrezzature;
isolamento temporaneo dei cavalli con sospetta infestazione;
quarantena dei nuovi arrivi quando possibile;
trattamento tempestivo dei primi casi.
Quando chiamare il veterinario
È consigliabile richiedere una visita se il cavallo presenta:
prurito intenso e persistente;
perdita di pelo;
croste diffuse;
gonfiore degli arti;
lesioni cutanee che peggiorano;
mancata risposta ai normali trattamenti dermatologici.
Una diagnosi precoce consente di identificare rapidamente il tipo di acaro responsabile e di impostare una terapia efficace, limitando il contagio agli altri cavalli della scuderia.
