Difendiamo il diritto dei cavalli a vivere bene. E, quando arriva il momento, a morire senza soffrire.
Il diritto a una vita dignitosa comprende anche il diritto a una morte dignitosa
Quando pensiamo al benessere del cavallo, immaginiamo pascoli, cure veterinarie, alimentazione corretta, protezione dai maltrattamenti e rispetto dei suoi bisogni etologici.
Molto più raramente parliamo di ciò che accade alla fine della vita.
Eppure è proprio in quel momento che si misura la nostra capacità di mettere il cavallo al centro delle decisioni.
La medicina veterinaria moderna consente oggi di trattare molte patologie che un tempo erano considerate senza speranza. Questo è un enorme progresso. Ma non tutte le malattie possono essere guarite e non tutte le sofferenze possono essere eliminate.
Esistono cavalli anziani, terminali o gravemente compromessi che convivono con dolore cronico, difficoltà a muoversi, incapacità di alimentarsi correttamente, piaghe da decubito, crisi ricorrenti o condizioni che compromettono in modo irreversibile la loro qualità della vita.
In queste situazioni la domanda non dovrebbe essere: “Quanto può vivere ancora?”
La domanda dovrebbe essere: “Come sta vivendo?”
La qualità della vita conta più della durata della vita
La lunghezza della vita non è l'unico parametro che definisce il benessere.
Un cavallo che non riesce più ad alzarsi senza aiuto, che soffre costantemente o che non può più esprimere comportamenti naturali essenziali può trovarsi in una condizione incompatibile con una vita dignitosa.
Continuare a prolungare l'esistenza a ogni costo non sempre significa fare il bene dell'animale.
A volte significa soltanto rimandare una decisione dolorosa per chi resta.
Il vero amore richiede anche il coraggio di riconoscere quando le cure non possono più restituire benessere.
L'eutanasia veterinaria può essere un atto di compassione
La parola "eutanasia" suscita spesso paura, disagio e senso di colpa.
Tuttavia, quando viene eseguita da un medico veterinario in presenza di una condizione irreversibile che comporta sofferenza significativa, rappresenta uno strumento di tutela del benessere animale.
Non è una rinuncia.
Non è un fallimento.
Non è un atto di egoismo.
Può essere, al contrario, l'ultimo gesto di responsabilità verso un cavallo che dipende completamente dalle decisioni degli esseri umani.
Scegliere di interrompere una sofferenza che non può essere alleviata significa riconoscere che il valore della vita non si misura soltanto in giorni aggiunti al calendario.
I cavalli anziani meritano protezione fino all'ultimo giorno
Ogni anno molti cavalli anziani vengono ceduti, trascurati o lasciati senza un adeguato piano di gestione quando non sono più utilizzabili per attività sportive o ricreative.
Altri rimangono in situazioni di sofferenza prolungata perché mancano informazioni, supporto o risorse economiche.
Horse Angels ritiene che il benessere debba accompagnare il cavallo durante tutta la sua esistenza, compresa la fase finale della vita.
Per questo sosteniamo:
- una corretta informazione sul fine vita del cavallo;
- il riconoscimento della qualità della vita come criterio fondamentale nelle decisioni veterinarie;
- la formazione delle persone proprietarie e affidatarie;
- la prevenzione dell'accanimento terapeutico quando non esistono realistiche prospettive di recupero;
- la tutela dei cavalli anziani e non più impiegabili.
Rompere un tabù per prevenire la sofferenza
Nel mondo equestre esiste ancora una convinzione molto diffusa: che la morte naturale sia sempre la scelta migliore.
Purtroppo non è sempre così.
In alcune situazioni la morte naturale può significare settimane o mesi di dolore, immobilità, fame, disidratazione o progressivo deterioramento delle condizioni fisiche.
Parlarne non significa promuovere l'eutanasia come soluzione facile.
Significa promuovere decisioni informate, valutate insieme al veterinario e basate sul reale interesse del cavallo.
Significa avere il coraggio di affrontare un tema difficile per evitare sofferenze inutili.
La nostra campagna
Horse Angels vuole aprire un confronto serio e rispettoso sul diritto dei cavalli a una fine vita dignitosa.
Perché nessun cavallo dovrebbe essere costretto a soffrire inutilmente.
Perché la compassione non finisce quando la guarigione non è più possibile.
Perché il benessere animale comprende ogni fase della vita.
Anche l'ultima.
Difendiamo il diritto dei cavalli a vivere bene. E, quando arriva il momento, a morire senza soffrire.
