Tramite la nostra legale, l’Avv. Claudia Manca del Foro di Viterbo, abbiamo avuto accesso al fascicolo sul caso di Alba Radiosa, la cavalla soccorsa a Orte il 2 maggio 2025 e deceduta un mese dopo, il 2 giugno 2025.
📋 IL PROVVEDIMENTO
Il procedimento penale è stato archiviato. La Procura, ascoltata la testimonianza di un vicino ed esaminata la perizia veterinaria, ha ritenuto insussistente l'ipotesi di maltrattamento: Alba era affetta da una desmite del legamento sospensore in fase irreversibile — condizione tragicamente evidente già dai nodelli crollati a terra al momento del recupero. La sua scomparsa è stata attribuita al decorso naturale della patologia.
Abbiamo appreso dell'archiviazione solo accedendo direttamente agli atti, in quanto non ci è stata notificata. Su consiglio della nostra legale non presenteremo reclamo: allo stato attuale della normativa, non sussistono i margini giuridici per procedere.
⚖️ QUELLO CHE LA LEGGE NON DICE
Rispettiamo la decisione della Magistratura, ma per noi resta aperto un’interrogativo etico che nessuna archiviazione può cancellare: la legge italiana continua a non tutelare adeguatamente gli animali affetti da patologie irreversibili e sofferenze gravi. Garantire una "buona morte" quando non esiste alcuna possibilità reale di guarigione è un dovere morale prima ancora che un atto medico.
💔 LA VERITÀ CLINICA E IL PESO SOCIAL
Quando abbiamo preso in carico Alba, i veterinari intervenuti (pensiamo con il senno del poi) non se la sono sentita di procedere immediatamente con l'eutanasia. Nel frattempo, il caso era diventato virale online: migliaia di persone seguivano ogni aggiornamento, pregando da un lato per una guarigione impossibile e dall'altro acclamando a gran voce per la condanna esemplare del proprietario.
In quel clima di forte pressione mediatica, abbiamo tentato l'impossibile pur di darle una speranza: abbiamo consultato cliniche estere e valutato interventi complessi, ricevendo solo conferme negative. Di fronte a un quadro clinico così compromesso, l'unica opzione etica rimasta era accompagnare Alba verso un fine vita dignitoso — fatto di terapie del dolore, attenzioni e affetto — finché la realtà medica non ha spento ogni speranza collettiva.
🎗️ LA MORALE DELLA STORIA
Finche la legge non cambierà, i proprietari potranno lasciar morire gli animali in agonia senza l'obbligo giuridico di abbreviarne le sofferenze.
La dinamica rischia di ripetersi uguale anche in altri casi: qualcuno (magari non esperto di cavalli) nota un animale allo stremo e accende i riflettori sui social; i veterinari intervengono ma, schiacciati dalla pressione mediatica, evitano di praticare subito l'eutanasia; l'animale viene quindi affidato all'associazione/privato di turno. Questi si trovano così incastrati in una posizione impossibile: farsi carico di cure palliative complesse nel tentativo di alleviare il dolore, finendo sotto la gogna di un pubblico spaccato tra chi pretende miracoli a tutti i costi e chi invoca il realismo clinico.
Accompagnare un animale con dignità nell'ultimo tratto di strada non significa arrendersi: è la forma più alta di cura.
La nostra battaglia non si ferma. Riteniamo necessario che sia la legge a stabilire con chiarezza il dovere di abbreviare la sofferenza quando non c'è più nulla da fare. Riteniamo che far morire di agonia un animale per contrarietà all'eutanasia (o ai suoi costi) non sia cosa giusta. Sappiamo che si tratta di un tema delicato, che tocca la sensibilità e le convinzioni di ciascuno, ma continueremo a sostenerlo con fermezza.
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Alba Radiosa: la procura archivia. La nostra posizione non cambia
- Scritto da Redazione Horse Angels
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