Un procedimento durato quasi un decennio, nato da fatti risalenti al 2008, si è concluso nel 2022 con un esito che riapre una questione importante: quanto la durata dei procedimenti penali possa incidere sull'accertamento delle responsabilità e, soprattutto, sulla tutela degli animali coinvolti.
Horse Angels ODV si è costituita parte civile nel filone relativo alle corse clandestine di cavalli, assistita dall'Avv. Andrea Scardamaglio del Foro di Napoli.
Il maxi-processo
Il procedimento, avviato nel 2013, vedeva imputate 68 persone nell'ambito di una complessa indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, articolata in due distinti filoni investigativi.
Il primo riguardava un'associazione ritenuta dedita all'organizzazione di corse clandestine di cavalli e ad altre attività connesse.
Il secondo filone, denominato “Dirty Water”, riguardava invece un presunto sistema di gestione illecita di rifiuti e di sversamento abusivo di liquami nella provincia di Napoli.
Il filone sulle corse clandestine
Secondo l'ipotesi accusatoria, il gruppo avrebbe organizzato corse clandestine itineranti sulle strade della Campania, utilizzando cavalli sottoposti a pratiche di addestramento e gestione ritenute incompatibili con il loro benessere e, in alcuni casi, a trattamenti dopanti finalizzati ad alterarne le prestazioni.
Nel corso delle indagini furono effettuate intercettazioni telefoniche e ambientali e vennero sequestrati oltre cento cavalli da corsa.
Il procedimento di primo grado si è concluso nel 2022 con assoluzioni e declaratorie di prescrizione.
Anche i beni sottoposti a sequestro sono stati restituiti agli aventi diritto.
Questo è il punto nel quale la lunga durata del procedimento assume particolare rilievo. Tra i fatti oggetto dell'indagine e la conclusione del processo sono trascorsi molti anni, con conseguenze processuali che hanno impedito, per una parte delle contestazioni, di arrivare a una pronuncia nel merito.
Il filone “Dirty Water”
Parallelamente, agli imputati veniva contestata la gestione di un articolato sistema di smaltimento illecito di rifiuti liquidi.
Secondo l'accusa, i liquami provenienti dalle attività di spurgo sarebbero stati sversati abusivamente nei terreni e nei corsi d'acqua dell'area settentrionale della provincia di Napoli, con conseguenze ambientali rilevanti.
Nel procedimento erano presenti numerose parti civili, tra cui associazioni ambientaliste e animaliste, il Ministero dell'Ambiente, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Comune di Napoli.
Anche questo filone si è concluso con assoluzioni e prescrizioni.
La vicenda dei cavalli sequestrati
Ma accanto al maxi-processo esiste una seconda vicenda giudiziaria, distinta e autonoma, che riguarda direttamente la sorte degli animali sottoposti a sequestro.
Nel 2008 oltre cento cavalli furono sequestrati e affidati in custodia.
Successivi accertamenti evidenziarono che 69 cavalli risultavano scomparsi, senza che fosse possibile ricostruirne la destinazione.
La loro scomparsa portò alla presentazione di una querela da parte di Horse Angels ODV per il reato di sottrazione di beni sottoposti a sequestro. L'associazione fu assistita dall'Avv. Laura Mascolo del Foro di Napoli.
Questa vicenda ebbe un esito processuale diverso da quello del maxi-processo.
Nel 2020, infatti, tre imputati furono condannati per la sottrazione degli animali sottoposti a sequestro.
Si tratta di un elemento che merita di essere evidenziato: mentre il procedimento principale relativo alle contestazioni sulle corse clandestine si è concluso nel 2022 con assoluzioni e prescrizioni, il procedimento relativo alla sottrazione dei cavalli sequestrati ha portato a condanne.
Sono dunque due vicende giudiziarie distinte, che non devono essere confuse.
Quattordici anni per arrivare alla sentenza
I fatti alla base del maxi-processo risalgono al 2008. La sentenza di primo grado è arrivata nel 2022.
Sono trascorsi quattordici anni.
Un periodo estremamente lungo per qualsiasi procedimento penale, ma che assume un significato particolare quando al centro dell'indagine ci sono anche animali vivi sottoposti a sequestro giudiziario e affidati alla custodia di soggetti individuati dall'autorità giudiziaria.
La prescrizione non equivale a un'assoluzione nel merito: è una causa di estinzione del reato dovuta al decorso del tempo previsto dalla legge.
Ma dal punto di vista della tutela degli animali resta una domanda difficile da ignorare: che cosa accade quando il tempo necessario per arrivare alla conclusione di un procedimento è così lungo da rendere impossibile, per una parte dei reati contestati, arrivare a una decisione sul merito?
Quando il sequestro riguarda esseri viventi
La vicenda dei cavalli rende il problema ancora più evidente.
Un bene sottoposto a sequestro può essere conservato, inventariato, verificato e restituito.
Un cavallo, invece, è un essere vivente e richiede alimentazione, cure veterinarie, condizioni di custodia adeguate e controlli continui.
Per questo, quando vengono sequestrati numerosi animali, la tutela non può esaurirsi nel momento in cui viene apposto il vincolo giudiziario.
Occorre sapere dove sono, chi li custodisce, in quali condizioni si trovano e che cosa accade loro nel corso degli anni necessari alla definizione del procedimento.
Nel caso in esame, proprio la successiva irreperibilità di 69 cavalli ha dato origine a un ulteriore procedimento penale, conclusosi con tre condanne.
Una vicenda che lascia una domanda aperta
Il caso Veneroso mette quindi insieme due questioni diverse, ma strettamente collegate.
Da una parte, un procedimento penale molto complesso, nato nel 2008 e arrivato alla sentenza di primo grado nel 2022, conclusosi con assoluzioni e prescrizioni.
Dall'altra, la vicenda dei cavalli sequestrati, con decine di animali che successivamente risultarono irreperibili e con un procedimento autonomo che portò, nel 2020, alla condanna di tre persone per la loro sottrazione.
Per Horse Angels ODV questa vicenda continua a rappresentare uno dei casi più significativi per riflettere sull'effettività della tutela penale degli animali.
Perché quando un animale viene sequestrato dall'autorità giudiziaria, la responsabilità di garantirne l'integrità non dovrebbe perdersi nei tempi lunghi della giustizia.
Un procedimento può durare anni. Un cavallo, nel frattempo, continua a vivere.
Ed è proprio questa la differenza che il sistema di tutela deve essere capace di non dimenticare.

