La vicenda della Carrese di Chieuti (Foggia), svoltasi nel 2018 e segnata da un tragico incidente nel quale perse la vita anche uno spettatore, si è conclusa in primo grado con l'assoluzione degli imputati.
Il procedimento riguardava 38 persone, chiamate a rispondere, a vario titolo, anche dell'accusa di maltrattamento di animali.
Secondo l'impostazione accusatoria, gli imputati avrebbero costretto bovini e cavalli a partecipare a una competizione incompatibile con le caratteristiche etologiche degli animali, facendoli correre su un percorso ritenuto non idoneo, con il rischio di provocare sofferenze osteo-articolari, e utilizzando pertiche di legno per sollecitarne la corsa.
Il 18 aprile il Tribunale ha pronunciato sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste. Le motivazioni saranno depositate entro il termine fissato di 90 giorni e consentiranno di comprendere le ragioni della decisione.
Nel procedimento si erano costituite parte civile diverse associazioni di tutela degli animali, tra cui Horse Angels ODV.
La posizione di Horse Angels
Horse Angels prende atto della decisione del Tribunale, riservandosi di valutarne le motivazioni una volta depositate.
L'associazione ribadisce tuttavia una posizione che prescinde dall'esito del processo: bovini e cavalli non dovrebbero essere impiegati in competizioni di velocità organizzate a scopo di spettacolo, soprattutto quando vengono richieste prestazioni fisiche estranee ai loro comportamenti naturali e quando il contesto competitivo può comportare rischi per il loro benessere e per la sicurezza pubblica.
La vicenda di Chieuti riporta inoltre all'attenzione un dato ricorrente: negli ultimi anni numerosi procedimenti penali relativi a palii, quintane, giostre e carresi si sono conclusi senza condanne definitive per maltrattamento animale. Ciò evidenzia le difficoltà dell'attuale sistema nel dimostrare in sede penale condotte che le associazioni ritengono comunque incompatibili con una moderna concezione del benessere animale.
Per Horse Angels, il dibattito non può limitarsi all'accertamento della responsabilità penale nei singoli casi. È necessario interrogarsi sull'opportunità di continuare a utilizzare animali senzienti in manifestazioni competitive che li espongono a stress, coercizione e potenziali rischi, quando il progresso culturale e scientifico offre oggi modelli di intrattenimento alternativi e rispettosi degli animali.
L'associazione continuerà a promuovere iniziative di advocacy affinché la normativa italiana evolva verso una tutela sempre più effettiva degli animali, riconoscendo il loro interesse a non essere utilizzati come strumenti di spettacolo quando ciò comporta sofferenze evitabili o rischi non giustificati.

