Nel marzo 2019 Horse Angels ha segnalato alla Procura della Repubblica competente una situazione riguardante cavalli da trotto detenuti stabilmente sotto un ponte pubblico nell'area di Napoli.
Secondo quanto documentato dall'associazione, gli animali venivano ospitati in una struttura di fortuna priva delle caratteristiche normalmente richieste per una scuderia destinata a cavalli da corsa e, verosimilmente, allenati quotidianamente su strade aperte al traffico, anziché in impianti autorizzati.
L'esposto evidenziava diversi profili di possibile rilevanza:
- le condizioni di detenzione;
- l'allenamento su asfalto, ritenuto potenzialmente dannoso per il benessere degli animali;
- il rischio per la sicurezza della circolazione stradale;
- la possibile riconducibilità degli animali all'attività agonistica, con conseguente necessità di verificarne la tracciabilità e l'eventuale impiego in competizioni ufficiali o clandestine.
Nel corso dell'attività istruttoria, l'ASL veterinaria competente ha ritenuto che i cavalli non presentassero condizioni tali da integrare ipotesi di maltrattamento. È stata contestata esclusivamente una violazione amministrativa relativa alla detenzione irregolare degli animali.
La Procura della Repubblica ha quindi richiesto l'archiviazione del procedimento penale.
Horse Angels si è opposta all'archiviazione, richiamando anche un episodio che, secondo l'associazione, dimostrava i rischi connessi a tale modalità di gestione: la morte di uno dei cavalli, avvenuta dopo la fuga dell'animale durante le operazioni di scarico dal van utilizzato per il trasferimento verso un allenamento su strada.
L'opposizione all'archiviazione è stata rigettata e il procedimento è stato definitivamente archiviato.
Le questioni rimaste aperte
Secondo Horse Angels, il procedimento ha lasciato irrisolti diversi aspetti che avrebbero meritato ulteriori approfondimenti:
- la compatibilità urbanistica e amministrativa della presenza di una scuderia sotto un ponte pubblico;
- l'adozione di provvedimenti diversi dalla sola sanzione amministrativa, quali l'eventuale sgombero dell'area e, in caso di inottemperanza, il sequestro degli animali;
- la verifica della tracciabilità dei cavalli;
- eventuali controlli antidoping;
- l'accertamento dell'impiego degli animali in corse autorizzate o clandestine.
Per l'associazione, il caso rappresenta un esempio delle difficoltà che possono emergere quando situazioni ritenute incompatibili con il benessere animale e con la sicurezza pubblica non vengono considerate penalmente rilevanti, pur dando luogo a violazioni di natura amministrativa.

