Horse Angels ODV interviene nuovamente sul gravissimo episodio avvenuto a Gussago (Brescia), dove nel settembre 2025 un cavallo d’affezione di nome Lacky è stato ucciso da un colpo d’arma da fuoco mentre si trovava nel proprio recinto insieme a un asino.
Dopo il ritrovamento dell’animale senza vita, sulla salma veniva disposto l’esame necroscopico. Il referto ufficiale dell’Istituto Zooprofilattico risultava inequivocabile:
“La causa del decesso è compatibile con un arresto cardio-respiratorio in seguito a gravi emorragie interne e sventramento con erniazione dei visceri, ad eziologia riconducibile a corpo estraneo verosimile proiettile (munizione di arma da fuoco).”
Nel corso degli accertamenti venivano inoltre rinvenuti frammenti metallici compatibili con una munizione di calibro 7-8 mm, oltre a fratture costali e gravi lesioni polmonari e cardiache.
Il proprietario del cavallo aveva presentato immediatamente denuncia contro ignoti, successivamente integrata dopo l’arrivo del referto veterinario. Secondo quanto riferito, nelle vicinanze del luogo dei fatti sarebbe stato individuato un punto di sparo collegato alle attività di contenimento della fauna selvatica, in particolare per la PSA (peste suina africana).
Proprio per fare piena luce sull’accaduto, Horse Angels ODV aveva deciso di affiancare legalmente il proprietario dell’animale, presentando formale denuncia e chiedendo specifici approfondimenti investigativi, tra cui:
- l’acquisizione dei rilievi balistici;
- la verifica delle persone autorizzate a operare nell’area quella sera;
- l’analisi del proiettile e dei frammenti custoditi presso l’Istituto Zooprofilattico;
- l’audizione dei testimoni che avrebbero riferito di aver udito uno sparo nella notte.
Nei giorni scorsi, tuttavia, la Procura ha avanzato richiesta di archiviazione del procedimento.
Attraverso il proprio legale, Avv. Annalisa Gasparre, Horse Angels ODV ha quindi depositato opposizione all’archiviazione, ritenendo che gli elementi indicati meritassero ulteriori approfondimenti investigativi.
Secondo l’associazione, non può considerarsi esaurita un’indagine relativa all’uccisione di un animale da affezione tramite arma da fuoco senza che vengano svolti tutti gli accertamenti richiesti e chiarite le responsabilità eventualmente coinvolte.
“Non è tollerabile — dichiara Horse Angels — che un cavallo possa morire colpito da un proiettile senza che venga accertato con precisione cosa sia accaduto. Se emergeranno collegamenti con attività di contenimento faunistico, la vicenda assumerebbe una gravità ancora maggiore, perché entrerebbero in gioco anche la sicurezza dei cittadini, degli animali detenuti e la gestione delle operazioni con armi da fuoco sul territorio.”
L’associazione ribadisce la necessità di procedure rigorose, controlli effettivi e piena tracciabilità delle operazioni armate svolte nelle aree agricole e rurali.
Horse Angels ODV continuerà a seguire il caso fino all’accertamento della verità e delle eventuali responsabilità.
“Un cavallo non può e non deve morire così, nel silenzio.”

