Qui giace la giustizia per Amatrice
Nata nel 2020, promessa mai mantenuta di un'ippica che non ha saputo proteggerla.
Correva leggera sull'erba, inconsapevole del veleno che le scorreva nelle vene. Inconsapevole di essere diventata un numero, un nome su un tabellone, una pedina in un gioco che, troppo spesso, mette il risultato davanti al benessere dell'animale.
Vincitrice a Varese nel gennaio 2023, il suo trionfo era già una condanna. Il controllo antidoping la trovò positiva alla cocaina. Per i responsabili arrivò una sanzione disciplinare: una multa e sei mesi di sospensione. La giustizia sportiva si è fermata lì.
Per Horse Angels, però, quella vicenda non poteva esaurirsi in una violazione del regolamento ippico. La somministrazione di una sostanza come la cocaina a un cavallo non può essere considerata un trattamento veterinario e pone interrogativi che appartengono anche al diritto penale.
Per questo l'associazione ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Varese, chiedendo di valutare il reato di maltrattamento di animali.
Il 10 aprile 2024 la Procura di Varese ha trasmesso il fascicolo alla Procura di Roma per competenza territoriale.
Da allora, non risultano sviluppi di cui Horse Angels sia stata informata. L'esperienza maturata in altri procedimenti riguardanti il mondo dell'ippica induce purtroppo a temere che anche questa vicenda possa concludersi senza un accertamento nel merito. Ci auguriamo di essere smentiti.
Perché Amatrice non era l'imputata.
Era la vittima.
E chi ha il dovere di proteggere gli animali non dovrebbe mai smettere di cercare giustizia, anche quando la strada diventa lunga e silenziosa.

