Le risposte ufficiali di due enti – ricevute a seguito di una nostra istanza di accesso civico generalizzato sul destino dei cavalli a fine carriera – fanno emergere una realtà allarmante.
Da una parte il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste – Direzione Generale per l’Ippica – ci comunica che:
la gestione dei cavalli a fine carriera non rientra tra le sue competenze
i dati vengono registrati solo se comunicati dai proprietari
non esiste alcuna conoscenza della vita o destinazione dei cavalli dismessi
Dall’altra la Federazione Italiana Sport Equestri risponde alla stessa istanza che:
non ha obblighi di monitoraggio sul fine carriera
la dismissione è una scelta privata, senza obbligo di comunicazione
non esistono fondi o strumenti per la gestione del “dopo sport”
Due risposte ufficiali, nate dalla stessa richiesta di trasparenza, che convergono su un punto:
nessuno traccia davvero i cavalli una volta usciti dal sistema.
Questo significa che migliaia di cavalli:
- escono dai circuiti sportivi o ippici
- cessano di essere monitorati
- diventano invisibili
Con il rischio concreto di finire in circuiti opachi, inclusa la macellazione.
Questi documenti sono fondamentali.
Saranno portati nelle audizioni parlamentari sulla proposta di legge sul divieto alla macellazione equina, perché dimostrano nero su bianco:
un vuoto istituzionale
l’assenza di tracciabilità reale sul fine carriera
la totale mancanza di responsabilità sul fine vita di chi usa anche fondi pubblici per promuovere lo sport con i cavalli.
Horse Angels continuerà a chiedere trasparenza e regole chiare.
Perché un cavallo non può sparire nel nulla solo perché smette di essere sportivo ![]()
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