Il Consiglio di Stato ha confermato la sanzione disciplinare di sei mesi nei confronti di Enrico Bellei, rigettando il ricorso contro la decisione del TAR Lazio. Il provvedimento, disposto dal MASAF, riguarda la positività antidoping riscontrata in un cavallo da lui allenato.
Secondo i giudici amministrativi, nel sistema ippico la responsabilità del trainer è diretta e non delegabile: la sola presenza di sostanze vietate nell’organismo dell’animale integra la violazione, indipendentemente dall’effetto sulla prestazione. Il Consiglio di Stato ha ribadito l’obbligo di vigilanza costante del professionista, richiamando i principi di culpa in eligendo e culpa in vigilando e rafforzando l’impostazione di tutela della regolarità sportiva e del benessere animale.
Parallelamente, l’associazione Horse Angels ODV ha depositato una denuncia-querela presso la Procura della Repubblica di Firenze tramite l'Avvocato Irene Bonora del Foro di Bologna, chiedendo approfondimenti su 4 episodi di positività riscontrate tra il 2023 e il 2024 dagli esami antidoping durante le giornate di corse a cavalli allenati dal professionista.
Tra i 4 casi segnalati: tracce di desametasone, metaboliti della cocaina, valori di TCO₂ ritenuti compatibili con possibili alterazioni delle performance, e positività a norketamina, ketamina e deidroketamina. L’associazione richiama possibili profili di maltrattamento animale e frode sportiva, anche in relazione all’utilizzo di risorse pubbliche nel sistema dei premi ippici.
In diritto e nella lettura del sistema
Horse Angels evidenzia come la normativa sulla tutela degli equidi e la disciplina della frode sportiva possano rilevare anche in assenza di lesioni fisiche immediate, quando l’uso di sostanze incide su salute e integrità della competizione.
Opinione
Queste pronunce e iniziative giudiziarie vanno nella direzione di un principio ormai centrale: nell’ippica moderna non è più tollerabile una gestione “a catena spezzata” delle responsabilità. La figura del trainer diventa davvero un presidio di garanzia, non solo tecnica ma anche etica.
Allo stesso tempo, la reiterazione di casi legati a sostanze vietate evidenzia una criticità strutturale: se il sistema si regge su controlli e premi economici pubblici, la trasparenza non può essere episodica ma sistemica. La tutela del cavallo non è un elemento accessorio della regolarità sportiva: ne è la base.

