Napoli, 5 dicembre 2017 – La Corte d'Appello di Napoli, V Sezione Penale, ha confermato, con alcune modifiche, le condanne nei confronti di diversi imputati coinvolti nell'organizzazione di corse clandestine di cavalli nell'area nolana.
Le pene irrogate, rimodulate per alcune posizioni, sono comprese tra 1 anno e 9 mesi e 12 anni e 8 mesi di reclusione, oltre alle sanzioni pecuniarie e agli ulteriori provvedimenti previsti dalla sentenza.
Il procedimento riguardava un articolato sistema di corse clandestine nel quale erano contestati, a vario titolo, reati connessi all'organizzazione di competizioni non autorizzate, alla somministrazione di sostanze dopanti agli equidi e al maltrattamento degli animali, condotte ritenute idonee a compromettere la loro salute e la loro integrità fisica.
Nel processo Horse Angels ODV si è costituita parte civile, rappresentata dall'avvocata Laura Mascolo del Foro di Napoli, per chiedere il riconoscimento del danno derivante dalle condotte contestate nei confronti degli equidi coinvolti.
L'associazione ha sostenuto che i cavalli venivano impiegati in gare clandestine, sottoposti a condizioni incompatibili con il loro benessere e, secondo l'impostazione accusatoria accolta dai giudici, anche a pratiche di doping finalizzate ad aumentarne artificialmente le prestazioni sportive.
La Corte ha inoltre disposto la condanna degli imputati al pagamento delle spese processuali sostenute dalle parti civili, tra cui Horse Angels.
Un precedente importante nella tutela degli equidi
La sentenza rappresenta uno dei più significativi precedenti giudiziari nel contrasto alle corse clandestine di cavalli, fenomeno che continua a costituire una grave forma di sfruttamento animale e un rilevante problema di ordine pubblico.
Per Horse Angels, la costituzione di parte civile nei procedimenti penali non ha soltanto la finalità di ottenere il risarcimento del danno, ma anche quella di dare rappresentanza agli interessi degli animali vittime di reati e di contribuire all'affermazione del principio secondo cui il loro benessere costituisce un bene giuridico meritevole di tutela.
L'associazione continuerà a intervenire nei procedimenti riguardanti corse clandestine, doping, maltrattamenti e sfruttamento degli equidi, promuovendo una cultura della legalità nella quale il rispetto degli animali sia parte integrante della tutela della collettività.

