Si è aperto ieri presso il Tribunale di Napoli il processo nei confronti del titolare di un noto negozio di animali di Napoli ed un suo collaboratore, anche a seguito di denuncia sporta dalla Horse Angels a seguito i sequestro nel 2022.
La Horse Angels tramite il suo avvocato Laura Mascolo è stata ammessa come parte civile nei confronti di queste due persone, uno dei quali, il titolare dell'esercizio commerciale, era già stato condannato anche in un altro processo sempre per reati relativi alla vendita di cani di finta razza provenienti dall'est. Anche lì la Horse Angels si è costituita parte civile per vedere condannati tutti i responsabili del traffico illecito di cuccioli, come poi è stato.
La contestazione è: Di aver reperito e trasportato 10 cuccioli in condizioni non idonee presso l'attività commerciale: cuccioli di cane nelle prime fasi della loro vita, in assenza delle vaccinazioni previste, sottoponendoli a comportamenti insopportabili per le loro caratteristiche fisiche ed etologiche, con l’aggravante che a seguito di tali condotte tutti i cuccioli decedevano.
Infatti erano stati trasportati in scatole di cartone senza possibilità di areazione e sistemati in gabbie di dimensioni inadeguate, prive di arricchimenti ambientali ed in condizione di stress cronico dovuto al sovraffollamento; l’assenza della madre, congiuntamente alla loro giovane età, suggeriva, inoltre, un precoce allontanamento dalle cure parentali.
Successivamente veniva riscontrato ai piccoli il parvovirus canino, probabilmente conseguenza della mancata vaccinazione preventiva, che conseguentemente causava la loro morte.
Non smetteremo mai di dire che a causare queste situazioni è la domanda, cioè sono gli acquirenti, coloro i quali vogliono acquistare i cuccioli di cane a poche centinaia di euro, senza considerare le condizioni precarie in cui vengono tenuti e lo sfruttamento delle loro mamme-fattrici, che, dopo aver passato vite terrificanti, trascorse a partorire una cucciolata di seguito all'altra in condizioni pietose finchè, sfinite e non più in grado di "produrre", spesso, a fine carriera, hanno un destino anche peggiore.

