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(Tempo di lettura: 3 - 5 minuti)

Nel luglio del 2020, una ditta di trasporto cavalli conto terzi di Roma aveva affittato un van trasporto per cavalli da corsa a persone che dovevano andare in Sardegna con i propri cavalli a correre, 4 dei cavalli trasportati sono morti.

Il camion è stato collocato nel garage inferiore della nave, dunque la stiva. I cavalli sono stati trovati morti all'arrivo a Olbia da Civitavecchia. Erano 4 cavalli anglo arabi sardi di pregio che avrebbero dovuto gareggiare a Chilivani in ippodromo. Secondo la compagnia di navigazione, sarebbero sbarcati vivi, ma il vanista sostiene che siano sbarcarti morti.

Il mezzo con nove cavalli da corsa era partito da Civitavecchia sulla Moby Aky diretto a Olbia. Poco dopo lo sbarco, chi li trasportava, durante un normale controllo in una piazzola poco fuori dal porto, si è reso conto della tragedia. Su nove cavalli trasportati quattro erano morti, un quinto versava in gravi condizioni. In pratica sono sopravvissuti soltanto quelli che si trovavano nella parte anteriore del mezzo.

I cavalli erano provenienti da Anguillara, allenati dal trainer Massimiliano Narduzzi. I cavalli deceduti sono Bometeor, Bomodel da Clodia, Botrus, Bandidu de Zamaglia il cui valore economico la Scuderia Clodia, proprietari, che ha presentato denucia per il danno subito, sostiene essere intorno ai 600mila euro.

Anche Horse Angels ha presentato un esposto alla procura di competenza sul caso della morte dei cavalli, perché fosse avviata una indagine per ravvisare eventuali negligenze e quindi responsabilità, poiché il Regolamento CE 1/2005 che disciplina i trasporti di animali e che ne tutela il benessere prevede che siano soddisfatte le seguenti condizioni:

  • siano state previamente prese tutte le disposizioni necessarie per ridurre al minimo la durata del viaggio e assicurare i bisogni degli animali durante il viaggio;
  • il trasporto sia effettuato senza indugio verso il luogo di destinazione e le condizioni di benessere degli animali siano controllate a intervalli regolari e opportunamente preservate;
  • nessuno possa affidare mediante contratto o subappaltare il trasporto di animali tranne che a trasportatori autorizzati;
  • gli organizzatori assicurino che il benessere degli animali non sia compromesso a causa di un insufficiente coordinamento delle diverse parti del viaggio e si tenga conto delle condizioni atmosferiche;
  • gli animali siano trasportati in mezzi fissati, adeguatamente ventilati e, ove necessario, dotati di distributori automatici non capovolgibili e contenenti acqua e cibo sufficienti per un viaggio di durata doppia di quella prevista;
  • il conducente svolga le funzioni di guardiano.

Tutto ciò premesso, il procuratore di Tempio Pausania, Gregorio Capasso, e il sostituto Ilaria Corbelli, hanno affidato al personale della Direzione marittima di Olbia le indagini sulla vicenda che vede come soggetti danneggiati i proprietari, la Scuderia Clodia di Anguillara Sabazia e Horse Angels, parte lesa moralmente a tutela dei cavalli.

L'autopsia è stata eseguita dal Consulente Tecnico del pm Ilaria Corbelli, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Sassari, Dott. Antonio Pintore, e dai Consulenti Tecnici delle parti lese (Scuderia Clodia e Horse Angels).

Horse Angels è difesa dall'avvocato Giulia Maria Cossu del Foro di Cagliari. E i nostri CT nominati per l'autopsia sono stati il Dott. Fabio Schirru, veterinario specialista in medicina e chirurgia del cavallo, con master in scienze forensi veterinarie, e il Prof Pietro Riccaboni, docente di anatomia patologica veterinaria all'Università di Milano.

Aggiornamento 23 febbraio 2021, chiusura indagini

Si apprende da L'Unione Sarda (ma ancora non è arrivato formalmente alcun reinvio a giudizio al nostro legale) che la Procura di Tempio avrebbe chiuso le indagini e formalizzato le contestazioni per il decesso dei quattro cavalli da corsa.

Sotto accusa per l'ipotesi di abbandono di animali, ci sarebbero il comandante del traghetto, il primo ufficiale e l'autista del van dove si trovavano i cavalli da corsa. Un altro ufficiale (un allievo) sarebbe accusato di falso per una annotazione non corretta sul giornale di bordo, che attestava le buone condizioni degli animali alle ore 6 del 23 luglio, mentre secondo la Procura di Tempio i cavalli a quell'ora stavano malissimo o erano già deceduti.

Stando alla ricostruzione del procuratore Gregorio Capasso e del sostituto Ilaria Corbelli, il van dove erano stati caricati i quattro cavalli da corsa è stato stivato in modo non corretto nel garage del Moby Aki. In particolare, in un settore non sufficientemente arieggiato e vicino a un camion frigo, il cui motore avrebbe surriscaldato l'aria, portando i cavalli alla morte per ipertermia.

Inoltre, durante l'attraversata, nessuno si sarebbe interessato della condizione degli animali, nonostante l'allevatrice francese Lucie Bardin avesse lanciato l'allarme e allertato tutti delle difficoltà in cui erano i cavalli, avendo la stessa dei cavalli in stiva alloggiati vicino a quelli che poi sono morti, ed essendosi più volte durante la notte sincerata del benessere dei propri, potendo ravvisare che nel camion vicino i cavalli lamentavano aiuto.

Le persone indagate, che respingono tutte le contestazioni, sono difese dagli avvocati Maurizio Mani, Giovanni Cimmino e Francesco Longhini.

Da aggiornare con i dati del processo quando ci sarà.

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