Il dibattito sulla giustizia sportiva nel mondo equestre si arricchisce di due importanti risposte istituzionali inviate ad Horse Angels, l'associazione impegnata nella tutela degli equini, in merito a privacy, trasparenza e celerità delle sentenze.
La posizione della FISE
La Federazione Italiana Sport Equestri (FISE) ha risposto alle istanze sollevate con una comunicazione firmata dalla Presidenza Federale. La FISE ha sottolineato il proprio disappunto per le limitazioni imposte dal Garante della Privacy, che ostacolano la trasparenza desiderata sia dalla Federazione stessa che da chi opera nel settore.
Secondo quanto comunicato, la FISE ha già coinvolto gli uffici legali del CONI per un'azione congiunta con l'Autorità Garante della Privacy, dato che il problema non riguarda esclusivamente la Federazione, ma tocca anche il CONI stesso e altre realtà federative, specialmente in ambiti come l'antidoping. La FISE ha confermato di essere in attesa di un riscontro istituzionale, ribadendo il proprio impegno per una maggiore chiarezza e trasparenza nel sistema sportivo.
Il contributo del MASAF
Anche il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), tramite la Direzione Generale per l'Ippica, ha risposto con toni collaborativi. La segreteria del Direttore Generale Remo Chiodi ha suggerito di approfondire i temi sollevati da Horse Angels con l'ufficio DIPP2 della Direzione Generale e con la dirigente competente. L'obiettivo dichiarato era valutare in dettaglio le questioni legate alla giustizia sportiva, alla trasparenza e alla gestione delle sentenze.
Questa risposta evidenziava un'apertura al dialogo e alla collaborazione per migliorare i processi decisionali e garantire maggiore rapidità e chiarezza nelle procedure.
Un tema centrale per il futuro dello sport con i cavalli
Le risposte di FISE e MASAF mostrano come il tema della giustizia sportiva sia cruciale per il mondo equestre e ippico. La necessità di bilanciare trasparenza, rispetto della privacy e celerità nelle sentenze è un nodo da sciogliere per tutelare sia gli atleti umani ed equini che l'integrità dello sport.
Horse Angels continuerà a monitorare la situazione e a promuovere il dialogo tra le istituzioni, affinché si possano trovare soluzioni che rispecchino i valori di equità e trasparenza che lo sport e i cavalli meritano.
Aggiornamento: a distanza di tempo, un bilancio
Le due risposte, arrivate a pochi giorni di distanza l'una dall'altra all'inizio del 2025, promettevano entrambe un impegno concreto. A distanza di circa un anno e mezzo, possiamo fare un bilancio su ciò che è cambiato.
Il MASAF ha mantenuto. Nel corso del 25/26 le decisioni disciplinari sono diventate leggibili, senza gli oscuramenti che per anni avevano reso le sentenze poco più che comunicati di sanzione. La frequenza di pubblicazione è oggi nettamente superiore rispetto ai vecchi blocchi semestrali, e i vizi procedurali non chiudono più automaticamente i procedimenti di doping senza un giudizio nel merito. Possiamo dire di aver visto realizzarsi tre battaglie che portavamo avanti da anni: sentenze leggibili, pubblicazioni tempestive, e un giudizio nel merito che non viene più aggirato per cavilli procedurali. Ne abbiamo parlato nel dettaglio in un articolo dedicato.
Per la FISE, il quadro è diverso. Le sentenze non sono oscurate, ma restano spesso svuotate di significato: non entrano nel merito dei fatti contestati e rimangono consultabili sul sito solo per un periodo di tempo limitato. Della sollecitazione rivolta agli uffici legali del CONI per un'azione di sistema con il Garante della Privacy, a oggi, non abbiamo notizia di un esito. Non sappiamo se sia stata avviata, sia ancora in corso, o non abbia avuto seguito. Per questo abbiamo scritto nuovamente alla Federazione, chiedendo un aggiornamento puntuale sullo stato della questione.
Non chiediamo un trattamento di favore. Chiediamo lo stesso, identico impegno che il MASAF ha dimostrato essere possibile.
Aggiorneremo questo articolo non appena avremo una risposta.
