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Morte di Arianna Giaroli: la famiglia si oppone all'archiviazione dell'inchiesta sul calcio del cavallo

A oltre due anni dalla tragedia che ha sconvolto Carpi e San Martino in Rio, la vicenda giudiziaria sulla morte di Arianna Giaroli, la ragazza di 13 anni deceduta dopo essere stata colpita dal calcio di un cavallo in un centro ippico, resta aperta.

La Procura ha chiesto l'archiviazione dell'indagine per omicidio colposo, ma la famiglia della giovane si è formalmente opposta, chiedendo che il procedimento prosegua e che vengano approfondite le responsabilità legate alla sicurezza e alla vigilanza.

L'incidente risale al 7 marzo 2024. Arianna, che frequentava il maneggio da circa tre anni, quel pomeriggio non era impegnata in una lezione ma si trovava con "Blu", uno dei cavalli utilizzati per la scuola. Secondo la ricostruzione, stava conducendo l'animale a mano all'interno di un tondino quando è stata colpita da un improvviso calcio al volto. Trasportata d'urgenza all'ospedale di Parma, è morta il giorno successivo a causa delle gravissime lesioni riportate.

Il nodo del procedimento riguarda soprattutto la presenza dell'istruttrice al momento dell'incidente. Per la difesa, la giovane aveva esperienza sufficiente per condurre il cavallo e non era necessaria una supervisione continua. La famiglia sostiene invece che una tredicenne non avrebbe dovuto trovarsi da sola in quella situazione e che la vigilanza fosse indispensabile. È su questo punto che chiede di proseguire gli accertamenti, anziché chiudere il fascicolo.

Il giudice si è riservato di decidere se accogliere la richiesta di archiviazione oppure ordinare ulteriori indagini.

La vicenda riporta l'attenzione su un tema delicato: gli incidenti con i cavalli, pur essendo relativamente rari, possono avere conseguenze gravissime. La gestione di animali di grandi dimensioni richiede procedure di sicurezza rigorose, un'adeguata valutazione delle competenze delle persone coinvolte e una supervisione proporzionata all'età e all'esperienza di chi li conduce. Ogni episodio deve essere valutato caso per caso, senza attribuire automaticamente responsabilità all'animale, ma verificando attentamente se le misure di prevenzione fossero adeguate.

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