Come dovrebbe essere allevato e gestito un cavallo per garantire il suo benessere?
È una domanda che coinvolge direttamente proprietari, allevatori, gestori di scuderie e professionisti del settore equestre. Per molto tempo il box individuale è stato considerato una modalità di gestione normale e, in determinate realtà, quasi inevitabile. Parallelamente, però, la ricerca scientifica ha approfondito sempre di più le esigenze comportamentali e sociali del cavallo.
Uno studio condotto in Canada nel 2023 aveva affrontato proprio la “dimensione umana” della cura del cavallo, cercando di comprendere come le convinzioni dei proprietari influenzassero le loro scelte riguardo all'alloggiamento.
Da allora sono stati pubblicati nuovi lavori che permettono di ampliare e aggiornare quel quadro.
Cosa pensano i proprietari?
Lo studio canadese, pubblicato su Animals nel gennaio 2023 con il titolo “Horse Housing on Prince Edward Island, Canada: Attitudes and Experiences Related to Keeping Horses Outdoors and in Groups”, ha coinvolto 76 proprietari di cavalli nell'Isola del Principe Edoardo.
I ricercatori hanno analizzato gli atteggiamenti dei proprietari nei confronti dell'alloggiamento dei cavalli all'aperto o al chiuso e in gruppo oppure individualmente.
Il risultato era piuttosto netto.
Tra l'82% e il 96% dei partecipanti concordava sul fatto che la salute fisica, il benessere mentale e la possibilità di condurre una vita naturale fossero migliori per i cavalli mantenuti all'aperto e in gruppo.
La percentuale scendeva invece al 64–68% quando la domanda riguardava lo standard complessivo di cura.
Lo studio evidenziava inoltre una corrispondenza tra le convinzioni dei proprietari e le loro effettive modalità di gestione: coloro che ritenevano migliore per il cavallo l'alloggiamento al chiuso e/o individuale erano più propensi a mantenere i propri cavalli in questo modo.
I ricercatori hanno individuato due grandi categorie nelle motivazioni espresse dai proprietari: una cura centrata sul cavallo e una cura centrata sul proprietario.
Le decisioni sull'alloggiamento, quindi, non dipendono soltanto da ciò che viene ritenuto migliore per il cavallo, ma anche dalle possibilità, dalle esigenze e dalle convinzioni della persona che lo gestisce.
Dalle opinioni alle osservazioni sui cavalli
Negli anni successivi la ricerca ha iniziato ad aggiungere dati ottenuti direttamente attraverso la valutazione degli animali.
Uno studio pubblicato nel 2024 ha esaminato 171 cavalli mantenuti in sistemi di gruppo all'aperto, definiti parcours, in sei aziende del sud della Francia.
I ricercatori hanno utilizzato una versione modificata del protocollo AWIN per valutare diversi indicatori di benessere.
Nel complesso, i cavalli non mostravano importanti compromissioni del benessere. La possibilità di muoversi liberamente per gran parte della giornata e di mantenere contatti sociali rappresentava una caratteristica centrale del sistema.
Sono state tuttavia individuate anche alcune criticità, tra cui problemi superficiali della cute, difficoltà relative all'accesso all'acqua e una disponibilità non sempre sufficiente di ripari.
Il dato importante è quindi che l'alloggiamento all'aperto e in gruppo non può essere valutato soltanto sulla base della presenza o assenza di un box.
È necessario osservare l'intero sistema di gestione.
Gruppo non significa automaticamente benessere
La ricerca più recente invita infatti a evitare una semplificazione opposta.
Non basta mettere più cavalli insieme per ottenere automaticamente condizioni ottimali.
Nel 2025 uno studio sperimentale ha confrontato giovani stalloni sportivi mantenuti in gruppo con altri mantenuti individualmente durante un programma di pre-addestramento della durata di 12 settimane.
Sono state osservate differenze comportamentali tra i due sistemi. I cavalli mantenuti individualmente apparivano più rilassati secondo alcuni indicatori, mentre quelli in gruppo mostravano maggiore vigilanza e interazione sociale.
Gli autori non hanno però concluso che uno dei due sistemi fosse universalmente migliore dell'altro.
Il risultato sottolinea piuttosto l'importanza di considerare età, sesso, caratteristiche individuali, compatibilità tra soggetti, ambiente e modalità di gestione.
Questo è un punto fondamentale per parlare seriamente di welfare.
La domanda non dovrebbe essere semplicemente:
“Box o paddock?”
ma:
“Quale sistema consente a questo cavallo, in queste condizioni, di soddisfare adeguatamente le proprie esigenze fisiche, comportamentali e sociali?”
Anche l'alimentazione può cambiare completamente il risultato
Uno degli aspetti più delicati della gestione in gruppo riguarda l'alimentazione.
La disponibilità di foraggio deve essere organizzata in modo da ridurre la competizione e permettere ai diversi cavalli di accedere alle risorse.
Una distribuzione concentrata del fieno può infatti creare situazioni di competizione, soprattutto quando esistono differenze marcate nella gerarchia sociale.
Una ricerca del 2025 ha esaminato proprio diverse strategie di distribuzione del fieno nei gruppi, prendendo in considerazione anche sistemi slow-feeder e una maggiore frequenza di distribuzione.
L'obiettivo è trovare modalità che permettano ai cavalli di trascorrere più tempo nell'alimentazione, limitando contemporaneamente competizione eccessiva e comportamenti aggressivi.
Anche questo dimostra quanto sia riduttivo stabilire che un sistema di gestione è “naturale” semplicemente perché prevede che i cavalli vivano insieme.
Il modo in cui vengono gestite le risorse è parte integrante del benessere.
Acqua, spazio e ripari
Lo stesso principio vale per le altre risorse.
Un gruppo di cavalli ha bisogno di spazio sufficiente per muoversi e per mantenere le distanze necessarie dagli altri individui.
L'accesso all'acqua deve essere garantito senza creare situazioni di competizione o impedimento.
I ripari devono essere adeguati alle condizioni climatiche e sufficientemente accessibili.
E anche la composizione del gruppo può essere determinante.
Un sistema che funziona bene con un gruppo stabile e compatibile potrebbe creare difficoltà quando vengono continuamente introdotti nuovi soggetti o quando gli animali hanno differenze molto marcate di dimensioni, età, condizioni fisiche o comportamento.
Per questo “vivere in gruppo” non è una condizione sufficiente per definire positivo un sistema di gestione.
Il cavallo è un animale sociale
Alla base di queste ricerche c'è una caratteristica biologica fondamentale.
Il cavallo è una specie sociale.
In condizioni naturali, gli equidi trascorrono gran parte del tempo in prossimità di altri individui, si spostano, alimentano e riposano all'interno di una struttura sociale.
La possibilità di mantenere contatti con i conspecifici e di esprimere comportamenti sociali costituisce quindi un elemento importante da considerare quando si valuta l'alloggiamento.
Questo non significa che ogni cavallo debba necessariamente essere mantenuto nello stesso tipo di gruppo o che la gestione individuale sia sempre incompatibile con il benessere.
Significa che l'isolamento sociale non dovrebbe essere considerato un elemento neutro senza valutarne le conseguenze sul singolo animale.
Il ruolo delle persone
Ed è proprio qui che torna interessante lo studio canadese del 2023.
Le modalità di gestione non dipendono soltanto dalle caratteristiche del cavallo.
Dipendono anche dalle persone.
Costi, disponibilità di terreno, organizzazione del lavoro, sicurezza, strutture disponibili, conoscenze del proprietario e convinzioni personali possono influenzare profondamente le decisioni.
In alcuni casi una gestione individuale può essere scelta perché ritenuta più sicura o più facilmente controllabile.
In altri può essere una scelta dettata dalla disponibilità limitata di spazi o dall'organizzazione della struttura.
Il problema nasce quando le esigenze organizzative della persona vengono considerate automaticamente equivalenti alle esigenze dell'animale.
Una questione di equilibrio
La ricerca degli ultimi anni suggerisce quindi una conclusione più articolata rispetto alla semplice contrapposizione tra box e vita all'aperto.
Un buon sistema di gestione dovrebbe permettere al cavallo, per quanto possibile, di:
- muoversi regolarmente;
- mantenere contatti sociali adeguati;
- alimentarsi secondo modalità compatibili con la sua fisiologia;
- avere accesso all'acqua;
- disporre di spazi adeguati;
- proteggersi dalle condizioni meteorologiche quando necessario;
- riposare in condizioni appropriate;
- vivere in un ambiente sicuro;
- ricevere cure veterinarie e gestionali adeguate.
La ricerca non offre quindi una singola soluzione valida per ogni cavallo e per ogni struttura.
Offre però indicazioni sempre più precise sulle esigenze che un sistema di gestione dovrebbe cercare di soddisfare.
Dalla tradizione alla scienza del welfare
Il cambiamento più interessante degli ultimi anni è forse proprio questo.
La discussione sull'alloggiamento del cavallo non è più soltanto una questione di preferenze personali.
La ricerca sta cercando di misurare concretamente gli effetti dei diversi sistemi sul comportamento, sulla salute e sul benessere degli animali.
Lo studio canadese del 2023 ci mostrava quanto le convinzioni dei proprietari influenzassero le modalità di gestione.
Gli studi successivi hanno aggiunto osservazioni dirette sui cavalli e hanno mostrato che anche i sistemi considerati più favorevoli devono essere progettati e gestiti correttamente.
Non esiste quindi una semplice formula “aperto = bene, box = male”.
Esiste piuttosto una domanda più seria:
il sistema che abbiamo scelto permette realmente al cavallo di soddisfare le sue esigenze biologiche e comportamentali?
È su questa domanda che la ricerca scientifica sul welfare equino sta spostando sempre più l'attenzione.
Riferimenti scientifici
Mackenzie Ross, M. et al. (2023). Horse Housing on Prince Edward Island, Canada: Attitudes and Experiences Related to Keeping Horses Outdoors and in Groups. Animals, 13(2), 275. DOI: 10.3390/ani13020275.
Horse welfare assessment in outdoor group housing systems in southern France (2024).
Animal (2025). Studio sperimentale sugli effetti dell'alloggiamento individuale e in gruppo in giovani stalloni sportivi durante il pre-addestramento.
PLOS ONE (2025). Studio sulle strategie di distribuzione del fieno e sulla gestione delle risorse nei cavalli mantenuti in gruppo.
EURCAW Ruminants & Equines. Documentazione sul confinamento, la restrizione del movimento e la limitazione del contatto sociale negli equidi.